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Palazzina esplosa a Milano, ergastolo a Pellicanò

Palazzina esplosa a Milano, ergastolo a Pellicanò”

La condanna è per strage e devastazione. Nessun vizio di mente. Ora il tribunale ha fatto decadere Pellicanò dal vincolo di genitorialità.

E' stato condannato all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, 51 anni, il pubblicitario arrestato per aver svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento provocando un'esplosione nella palazzina di via Brioschi a Milano il 12 giugno 2016. Morirono l'ex compagna di Pellicanò, Micaela Masella, e una coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi.

Per Giuseppe Pellicanò la "strage" era diventata la "soluzione", "l'unica via d'uscita per la sua disperazione". Nella deflagrazione rimasero ferite anche le due figlie piccole di Pellicanò, di 7 e 11 anni: bambine che su decisione del giudice per l'udienza preliminare, Chiara Valori, sono state tolte al genitore, privato della patria potestà. Un decadenza che avrà effetto dal momento in cui la condanna diventerà definitiva.

"Il riconoscimento del massimo della pena nonostante il rito abbreviato - dichiara la donna - vuol dire che ha fatto tutto ciò volontariamente".

Lo hanno scritto la professoressa di Criminologia Isabella Merzagora, lo psichiatra Franco Martelli e il neurologo Marco Zucconi nelle 49 pagine di perizia depositate, in fase di indagini e con la formula dell'incidente probatorio, nelle quali hanno accertato che l'uomo aveva al momento dei fatti un vizio parziale di mente a causa, in particolare, di una forma di "depressione". La difesa aveva sostenuto che il pubblicitario non aveva intenzione di uccidere che ha tentato di dimostrare che non si figuravano i reati di strage e devastazione. Perché i nostri figli hanno dovuto pagare un prezzo così atroce e irreparabile per una storia che non è - non è mai stata nemmeno per un istante - la loro storia? "Assoluta - è scritto nella lettera letta in aula da Valeria Attili, avvocato dei coniugi Magnamassa - è l'ingiustizia che hanno subito, assolutamente ingiustificabile la loro perdita". Il 52enne ha ascoltato la sentenza sembrando impassibile.



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