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Milan, Fassone: "Se servisse, pronti a garantire sicurezza a Donnarumma"

Milan, Fassone:

Se quindi tutto ricondotto a Raiola? Di stile, in questo caso, ne abbiamo visto veramente poco.

Mobbing? Questa parola mi fa alquanto sorridere. "Non c'è alcuna preclusione per vedere Donnarumma titolare, l'equazione permanenza-panchina va smontata". Se guadagni 7 milioni all'anno ti chiediamo scusa ma almeno la rottura di scatole la devi mettere in preventivo, soprattutto dopo che nessuno ti aveva chiesto di baciare la maglia quando eri ancora minorenne. E pare vero. Ma è importante spiegarlo perché il lancio di dollari falsi a Cracovia dimostra un clima eccessivamente ostile nei confronti di un 18enne la cui serenità va in ogni caso tutelata. Non chiamerei questa situazione un incubo, ma un grosso dispiacere.

Mino Raiola ha parlato anche con Carlo Laudisa della Gazzetta dello Sport. Raiola vuole valorizzare economicamente il percorso del giocatore e intende spostarlo per massimizzare i ricavi. Per sé e per il suo assistito'. "Fin dal primo giorno dopo il nostro insediamento, abbiamo iniziato a parlare sia con Gigio, sia con il suo agente". Non è mai stata una questione economica, se due parti vogliono trovare una soluzione, la soluzione si trova. "Immagino che la decisione finale sia una decisione di business presa da Raiola, ma resta nel mio cuore l'idea che Gigio volesse una decisione diversa, che abbia subito questa scelta". Gigio verrà in ritiro con noi e farà il pre-campionato.

'Ha usato la sua influenza, e lui su Donnarumma è molto influente.

Pensateci un attimo: un ragazzo di 18 anni e un procuratore importante con grande personalità. Come poteva finire? Quando guardavo il ragazzo negli occhi avevo una buona dose di speranza che tutto finisse bene. Può sembrare contraddittorio, ma io sono un idealista. E questo perché, ha aggiunto l'agente, 'sono arrivate addirittura minacce di morte alla sua famiglia, è incredibile'. "Anche per questo ho detto che non sarebbe mai andato via a parametro zero". "Se dovesse ripensarci, lo riaccoglieremmo a braccia aperte, e con noi i tifosi", ha detto l'ad rossonero aggiungendo che "i canali di comunicazione da parte del Milan sono aperti". Pertanto Raiola ha ancora una volta usato solo un pretesto per giustificare le sue azioni.

"Non esistono Mirabelli e Fassone, esiste una società sola, il Milan". Quindi la dichiarazione di guerra è la sua. "Perché, non è Elliot il capo del Milan?". "Si doveva decidere il 13 e noi abbiamo deciso". In pole c'è Perin, con il quale i contatti sono già stati avviati da alcuni giorni. E' un professionista onesto, competente e leale. Credo che le possibilità siano poche, ma mai dire mai fino all'ultimo. Ecco perché ero ottimista che avrebbe prevalso il sì. Un riavvicinamento, dunque, non è escluso. Di seguito riportiamo il filmato integrale dell'intervista e della conferenza stampa del procuratore Raiola, che spiega nei dettagli tutta la vicenda.

Il procuratore ha così esordito: "Innanzitutto, il portiere l'ha perso il Milan".



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