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A Bruxelles sono iniziati i negoziati per la Brexit

A Bruxelles sono iniziati i negoziati per la Brexit”

Si tratta di una fase davvero delicata e i motivi sono diversi. Ma non è quello che volevamo. Ma andiamo per gradi.

Bruxelles, 19 giu. (askanews) - Sono ufficialmente iniziati nel palazzo Berlaymont, il quartier generale della Commissione europea a Bruxelles, i negoziati sul divorzio del Regno Unito dall'Ue.

"Sebbene ci siano senza dubbio tempi di sfida davanti a noi, faremo tutto il possibile per dare un accordo che sia nel miglior interesse di tutti i cittadini", ha invece commentato David Davis. In altre parole, il governo britannico di Theresa May vorrebbe strappare a Bruxelles il potere di decidere sui flussi migratori dalla UE.

(AdnKronos) - Comincia oggi la procedura richiesta dalla Gran Bretagna per lasciare volontariamente l'Unione europea, Brexit. "Barnier ha aggiunto che occorre "affrontare le incertezze causate dalla Brexit, per i cittadini, per i beneficiari delle politiche" europee, e per la questione delle frontiere, in particolare quelle irlandesi".

Presentarsi in Europa ai negoziati per la Brexit con il DUP come stampella è l'unica soluzione per May, ma anche un bel problema.

Dalla riduzione del 6,8% delle esportazioni alimentari al taglio del 12,7% del tessile fino al calo del 13,6% dei macchinari l'effetto Brexit si fa sentire sui simboli del Made in Italy in Gran Bretagna dove complessivamente si registra un brusco contenimento dell'8% nelle esportazioni di prodotti italiani.

Intanto la Bbc rivela che nel 2018 non ci sarà il Queen's Speech (il discorso in cui la regina legge il programma annuale di governo alla Camere) a causa degli impegni che lo stesso esecutivo prevede d'avere nei negoziati sulla Brexit. Ma anche per il calo di popolarità di May tra i britannici, e tra gli stessi Tories: iniziato con il flop alle elezioni (i Tories hanno vinto, ma non sono riusciti ad aggiudicarsi la maggioranza assoluta), e andato avanti con la tragedia dell'incendio che ha investito la Grenfell Tower di Londra. Difficile stabilirlo con certezza, dal momento che non esiste una definizione rigorosa dei termini. Ricordiamo che l'assenza del confine tra le due Irlanda ha contribuito fortemente a fermare le violenze nella regione, ripristinarlo potrebbe riaccendere vecchi scontri. Oltre ad accettare la libera circolazione delle persone, i paesi membri dell'AEE devono conformarsi infatti ai regolamenti commerciali dell'Ue e accettare le decisioni della Corte di giustizia europea, senza però avere nessun ruolo formale effettivo nell'ideazione di tali regolamenti né avere la possibilità di partecipare ai processi decisionali. Quello che è certo è che ad oggi pochi vogliono mettere in discussione l'unione doganale, tantomeno i nordirlandesi del Dup, mentre cresce il numero dei deputati che affermano che rinunciare al mercato unico europeo sarebbe uno sbaglio. Corbyn su questo tema è da sempre ambiguo, pur preferendo un esito che preservi l'accesso al mercato unico; i conservatori scozzesi parlano di "open Brexit".

Tre gli argomenti principali che dovranno essere discussi con Londra.



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