Esteri

Si dimettono Ferrara e la Ferrigno

Ferrara sarebbe una delle talpe che informarono Luigi Marroni, l'amministratore delegato di Consip grande accusatore del 'Giglio magico', dell'esistenza delle microspie. "È del tutto evidente che la vicenda di Luca Lotti - si legge nella mozione - e quella dell'ad Luigi Marroni siano indissolubilmente intrecciate, che uno dei due abbia mentito davanti all'autorità giudiziaria e davanti all'opinione pubblica".

SALVINI: MARRONI RESTI E PARLI - "Marroni deve parlare - incalza Matteo Salvini, ospite oggi di Maria Latella su Sky Tg 24 - Se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato". E il terzo grattacapo che incombe sul Pd riguarda proprio Marroni, super-manager un tempo vicino a Renzi e ora costretto a dimettersi dall'azione concentrica del Pd e del ministero dell'Economia: prima o poi potrebbe rendere pubblico, almeno in parte, ciò che ha detto in un interrogatorio ai magistrati - di Napoli e di Roma - come persona informata dei fatti? Luigi Marroni, ad di Consip, però non si vuole dimettere. Venerdì, invece, il presidente di Consip ha cambiato versione e la sua posizione è mutata da testimone a indagato.

Al centro della nuova mozione c'erano proprio i vertici Consip: l'iniziativa era nata dai senatori di opposizione Andrea Augello e Gaetano Quagliariello, ma il Pd, con contromossa a sorpresa, aveva deciso di farla propria e presentare una sua mozione per impegnare il governo a "procedere in tempi celeri al rinnovo dei vertici di Consip".

Il presidente dell'assemblea, Pietro Grasso, interpellato, ha risposto: "Ne discuteremo martedì alle 11...".

Secondo alcune indiscrezioni, il presidente di Consip Luigi Ferrara, da ieri dimissionario insieme al consigliere Marialaura Ferrigno, sarebbe indagato dalla procura di Roma per il reato di false informazioni ai pm. In questo filone della maxi indagine del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, sono indagati anche il comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia e il ministro Luca Lotti.



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