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Esplosione via Brioschi, Pellicanò condannato all'ergastolo

Esplosione via Brioschi, Pellicanò condannato all'ergastolo”

È stato condannato all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario arrestato per aver svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento provocando un'esplosione nella palazzina di via Brioschi a Milano nel giugno 2016. Lo ha deciso il gup Chiara Valori nel processo abbreviato.

Nella perizia, che era stata richiesta dal pm Elio Ramondini e disposta dal gip Giusi Barbara, si legge tra l'altro, che "la capacità di intendere e di volere" dell'uomo "al momento del fatto era, per infermità, grandemente scemata". La difesa, rappresentata dagli avvocati Giorgio Perroni e Francesco Giovannini, aveva invece chiesto di assolverlo sostenendo che Pellicanò non aveva la volontà di uccidere quando svitò il tubo del gas o, in subordine, di applicare il minimo della pena col riconoscimento del vizio parziale di mente. Vizio che non è stato riconosciuto e non ha portato dunque all'attenuazione della pena.

Con la sentenza con cui è stato condannato all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, è stato anche dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale sulle due bambine, di 7 e 11 anni, che rimasero ferite gravemente a causa dello scoppio. L'unico sconto è stato quello del rito abbreviato sull'isolamento diurno. Ma il giudice milanese non ha tenuto conto dell'esito della perizia sullo stato di seminfermità mentale dell'imputato e lo ha anche condannato a 5 anni di libertà vigilata una volta finita di scontare la sua condanna. Pellicanò, ha inoltre stabilito il gup Valori, dovrà versare una provvisionale 350 mila euro a ciascuno dei genitori di Micaela Masella, 160 mila euro alla sorella e 400 mila euro a ciascuna delle figlie. Il pubblicitario dovrà risarcire anche i vicini di casa, che hanno visto i loro appartamenti danneggiati, con somme che si aggirano intorno ai 3mila euro.

Dopo la lettura della sentenza sono scoppiati in lacrime e si sono abbracciati i familiari di Micaela Masella e dei due giovani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi. Sarà poi un giudice civile a stabilire l'esatta entità dei risarcimenti da versare a favore delle parti civili.



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