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Brindisi, arrestati 4 caporali: lo sfruttamento dei braccianti ripreso dalle telecamere

Brindisi, arrestati 4 caporali: lo sfruttamento dei braccianti ripreso dalle telecamere”

Donne minacciate e costrette a lavorare come braccianti con orari massacranti nei campi di ciliegie e nelle vigne della provincia di Bari, una di loro sarebbe stata anche picchiata solo perché aveva osato chiedere di essere regolarizzata: è lo scenario inquietante emerso dalle indagini dei carabinieri di Brindisi nell'ambito di un'inchiesta che è approdata a una svolta con l'arresto di quattro persone per caporalato.

Quattro persone sospettate di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati sono state arrestate a Brindisi, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale della provincia pugliese su richiesta della Procura. Avrebbero lavorato per più di 8 ore al giorno, a fronte delle 6 ore e mezzo previste dal contratto, e dalla loro paga sarebbero stati scalati anche 8 euro per il trasporto. La paga prevista era di 55 euro giornaliere, ne percepivano 38 euro.

Le manette sono scattate ai polsi di una coppia di Brindisi, di una donna di Palagiano che si sarebbe occupata di procacciare la manodopera e di una residente a Turi, dipendente dell'azienda ritenuta "committente".

Le indagini devono verificare se vi è responsabilità da parte dell'azienda committente.

I provvedimenti sono stati eseguiti anche grazie a intercettazioni telefoniche. Quindi dipende da cosa vuoi fare. Con minacce e intimidazioni, secondo quanto emerso, gli "intermediatori" avrebbero approfittato dello stato di bisogno delle braccianti. "Alle femmine pizza e mazzate ci vogliono, altrimenti non imparano", si ascolta in una conversazione intercettata. "Femmine, mule e capre tutte con la stessa testa", dice un altro caporale.



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