Medicina

Ats della montagna: "Decreto di obbligo vaccinale"

Ats della montagna:

Il numero è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 16.00. Ad annunciare l'attivazione del servizio, una circolare inviata alle Regioni, all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), all'Istituto Superiore di Sanità e all'Istituto Nazionale Salute, Migrazione e Povertà (Inmp). La circolare ribadisce che l'obiettivo del decreto legge è di rendere obbligatorie le vaccinazioni nei confronti di malattie a rischio epidemico, al fine di raggiungere e mantenere la soglia di copertura vaccinale del 95%, come raccomandato dall'OMS per garantire la "immunità di gregge".

Tutte queste vaccinazioni sono state inserite nei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) e sono, pertanto, gratuite.

La sanzione ai genitori/tutori potrà essere applicata, chiarisce la circolare, anche se il minore ha superato i 16 anni di età, sempre che la violazione si sia verificata prima. "Tutti vogliono sapere, questo è il motivo per cui abbiamo attivato il numero - ha commentato - e per cui dobbiamo assolutamente ingaggiare i pediatri e i medici di medicina generale, perché per quanti numeri verdi noi possiamo fare, ogni famiglia ha il proprio pediatra di riferimento". "Abbiamo aperto il servizio alle ore 10 e alle 12 avevamo gia' ricevuto circa 300 telefonate, di una durata media di 15-20 minuti ciascuna", ha spiegato Ranieri Guerra, direttore per la prevenzione al Ministero.

Per questi bambini il calendario delle somministrazioni sarà a carico dell'Asl competente che prima dovrà individuare i soggetti da vaccinare e poi stabilire le date, tenuto conto dell'età, dei vaccini già somministrati, delle dosi necessarie, delle incompatibilità e della possibilità di effettuare più vaccinazioni nella stessa data. "Terremo attivo il numero fino a quando sarà necessario, fino a quando vediamo che c'è una richiesta di informazioni così forte".

Si schiera con Zaia il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che si dice "disponibile a sostenere il Veneto, la Liguria e chiunque vorrà nella Conferenza Stato-Regioni per convocare il ministro Lorenzin in pendenza del ricorso per modificare il decreto soprattutto per quanto riguarda le sanzioni". Ad esempio i bambini che hanno già contratto la varicella non dovranno vaccinarsi contro tale malattia.

Mentre alcune voci autorevoli, come il giudice Ferdinando Imposimato, parlano di chiara incostittuzionalità del decreto, il governatore della regione Veneto dichiara che lo impugnerà perché segna "il ritorno ai metodi coercitivi, lede l'autonomia della Regione Veneto che, unica in Italia, ha un'anagrafe vaccinale digitale e ha sancito la facoltatività della vaccinazione sostenuta da un dialogo con i genitori e da un sistema di informazione che ha portato a un tasso di profilassi fra i più alti d'Italia". "In questo modo si mette a tacere tutti quei detrattori che, in nome di un malcelato razzismo, criticavano il provvedimento sui vaccini invitando ad attenzionare lo stato di salute di chi sbarca sulle nostre coste".



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